Regolamento Consiglio, la nostra risposta a Deidda

«Sconcerto e condanna per l’atteggiamento offensivo, politicamente scorretto e incoerente del consigliere Beniamino Deidda e dal suo gruppo consiliare in merito all’approvazione del nuovo regolamento consiliare». Risponde con fermezza il capogruppo del Pd in Consiglio comunale David Stinghi alle esternazioni del consigliere Deidda, parlando della tempistica singolare di chi, dopo aver partecipato a ben diciotto mesi di commissioni propedeutiche senza mai far emergere criticità nelle sedi opportune, ha aspettato l’ultimo Consiglio comunale «per fare lo show e ritagliarsi una visibilità mediatica».

Per Stinghi «ci troviamo di fronte a un unicum nella storia del nostro Consiglio Comunale: un singolo gruppo che sceglie deliberatamente di isolarsi, venendo meno ai patti e alla parola data durante il percorso di preparazione dei lavori». Per questo, il Pd intende fare chiarezza su quelli che ritiene dei punti fondamentali e punta il dito sulla mancanza di correttezza istituzionale del gruppo guidato da Deidda: l’unico, spiega ancora il capogruppo, a non rispettare l’iter condiviso e concordato tra tutte le forze politiche per lo svolgimento dei lavori. «Saltare gli accordi procedurali non è un atto di coraggio politico – sono parole di Stinghi – ma una mancanza di rispetto verso le istituzioni e i cittadini. Nella sua esternazione Deidda parla di un presunto “disastro democratico” e di una riduzione degli spazi di partecipazione. Tuttavia non viene ricordato che il nuovo regolamento introduce strumenti che prima non esistevano, come l’istituto dell’aggiornamento, e rafforza il diritto di controllo dei consiglieri prevedendo la possibilità di coinvolgere il Presidente del Consiglio in caso di mancata risposta alle interrogazioni scritte».

Il valore e la bontà del regolamento, secondo Stinghi e il Pd, sono nei fatti: «è singolare parlare di forzatura quando il testo è stato approvato con 12 voti favorevoli e 2 contrari, con il consenso di tutte le altre forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale, fra le quali la Presidente della 4 Commissione Francesca Cellini di Bagno a Ripoli Futura, e gli altri gruppi di minoranza. Si tratta di un dato politico molto significativo».

«Riteniamo infine grave – conclude Stinghi a nome di tutto il gruppo Pd – che il consigliere Deidda abbia utilizzato toni antiquati e offensivi arrivando a definire “stalinisti” non solo il Gruppo del Pd e il Sindaco, ma anche esponenti delle minoranze. Un linguaggio di questo tipo non contribuisce in alcun modo a un confronto politico serio e rispettoso. Le istituzioni siano con il dialogo e la coerenza, non con i colpi di teatro dell’ultimo minuto. Dispiace constatare che, per pura convenienza politica, si sia preferito rompere un patto di serietà che legava tutte le forze consiliari. Noi continuiamo a lavorare a testa alta per il bene di Bagno a Ripoli, forti di un regolamento condiviso da tutti coloro che hanno a cuore il funzionamento democratico del nostro Comune».