Il Programma

DOCUMENTO PROGRAMMATICO DEL SEGRETARIO METROPOLITANO MARCO RECATI:      

1. La sfida del Partito Democratico
Mai come in questo periodo la politica si trova a dover affrontare sfide difficili, che derivano dalla sempre maggiore complessità della società globalizzata e dai rapidi mutamenti che la attraversano. Ogni giorno siamo costretti a fare i conti con un senso di sfiducia crescente nei confronti della politica, dei suoi protagonisti e talvolta anche dei princìpi stessi della democrazia rappresentativa. Complice l’utilizzo spregiudicato dei nuovi mezzi di comunicazione, movimenti demagogici e populisti tentano ogni giorno di diffondere un sentimento di insicurezza nella nostra società. Una quota rilevante di cittadini, anche nei nostri territori, sente di non avere gli strumenti per poter incidere in modo determinante sul proprio futuro.
La nostra sfida, la sfida del Partito Democratico, è quella di rispondere alla paura con la speranza, alla disinformazione con l’approfondimento, all’improvvisazione con la competenza. Guardare al futuro, anziché rifugiarci nel passato. Possiamo farlo, dobbiamo farlo, a partire dal lavoro nei nostri circoli e nelle nostre Unioni comunali. Crediamo infatti che il Partito Democratico abbia all’interno della propria comunità gli strumenti migliori per rispondere ai profeti dell’immobilità, della sfiducia e delle “fake news”. Questi strumenti sono la presenza sui territori, il contatto diretto con le persone, la capacità di far riscoprire quanto possa essere bello progettare insieme il nostro futuro.

2. Un partito vivo
Il Partito Democratico dell’area metropolitana fiorentina vive anch’esso un periodo di grandi sfide e di straordinarie opportunità. La nostra è una comunità viva, come abbiamo dimostrato ad esempio lo scorso 4 dicembre col grande risultato conseguito in tutta l’area metropolitana. Lo abbiamo ribadito con la bella prova di partecipazione nella prima fase del congresso nazionale e in occasione delle primarie aperte dello scorso 30 aprile.
Il periodo che oggi si apre davanti a noi sarà caratterizzato da appuntamenti importanti, tanto a livello locale quanto a livello nazionale. Per affrontarli al meglio, dobbiamo utilizzare questo Congresso come una grande occasione di ascolto e di ripartenza, per gettare le basi del lavoro che seguirà nei circoli e nei Comuni dell’intera area metropolitana. Serve un partito vivo, che faccia dell’organizzazione interna il motore della propria costante presenza nella società.
La mia candidatura alla segreteria del PD metropolitano vuole prendere le mosse dall’ascolto dei territori, degli amministratori locali e dei singoli iscritti che arricchiscono la nostra comunità. I segretari dei circoli e delle Unioni comunali saranno per me i primi riferimenti in un dialogo che dovrà allargarsi anche oltre i confini del nostro partito, al mondo delle associazioni e degli altri soggetti attivi sui vari temi di interesse nel territorio. A questo proposito possiamo immaginare un ruolo rinnovato per i Forum tematici, strumenti utili non solo per informare i nostri iscritti ma anche per comunicare meglio quanto di buono viene portato avanti dalle amministrazioni locali a guida PD.
Tuttavia, il primo obiettivo del nostro partito deve restare la formazione di una classe dirigente preparata, che sia in grado di rinnovare la macchina amministrativa locale con capacità e passione. Il Partito Democratico è – lo vediamo bene nella nostra area – l’unica comunità politica in grado di
esprimere qualità e competenze diffuse al servizio dei cittadini. Adesso occorre non disperdere questo patrimonio: possiamo farlo puntando sui giovani e portando il loro entusiasmo nella discussione sui temi concreti dell’amministrazione dei nostri Comuni.

3. Ambiente, trasporti e sviluppo del territorio
Un partito che lavora è un partito forte, in grado di guadagnare credibilità e autorevolezza nel dialogo pubblico sui temi che riguardano il futuro dell’intera zona metropolitana.
Il Partito Democratico dovrà giocare un ruolo chiave nel delineare, di concerto col piano regionale, una visione ampia di pianificazione dell’area. Non sono solo le “fake news” a causare sfiducia nei confronti della politica: spesso, più semplicemente, basta l’inefficienza e la lentezza del decisore pubblico. Pertanto, è necessario spingere affinché la politica fornisca risposte certe e rapide su infrastrutture ambientali e trasportistiche di area vasta attese ormai da troppo tempo. Allo stesso modo, serviranno rassicurazioni definitive sulla loro sostenibilità ambientale.
La stessa determinazione dovrà essere impiegata per arrivare alla piena implementazione della nostra rete di trasporto pubblico. Occorre immaginare in tempi rapidi una strategia di mobilità integrata definitiva e sostenibile, a partire dal completamento della rete tranviaria cittadina.
Tuttavia, un territorio tanto vasto – che va dall’alto Mugello fino a Tavarnelle e Barberino Val d’Elsa – necessita di soluzioni più ampie e diversificate. Dall’estensione della rete metropolitana su ferro a soluzioni innovative su gomma, dalla risoluzione del nodo Alta Velocità fino al potenziamento della rete ferroviaria regionale. Più in generale, il Partito Democratico metropolitano dovrà porre l’obiettivo di un sistema di Trasporto Pubblico Locale finalmente integrato, che dia maggiori possibilità di sviluppo a quei territori periferici oggi più penalizzati dalla distanza con Firenze e che venga incontro alle quotidiane esigenze dei pendolari.

4. Lavoro, salute, sociale
L’apertura del partito alla società dovrà partire da un’attenzione ancora maggiore da riservare al tema delle disuguaglianze. Non possiamo girarci dall’altra parte rispetto a realtà sociali difficili, purtroppo presenti anche nel nostro territorio. Occorre dare seguito alle misure redistributive messe in campo dai governi Renzi e Gentiloni (a partire dagli 80 euro del bonus Irpef, dall’aumento della quattordicesima per i pensionati e dalle misure di sostegno all’inclusione attiva) attraverso la promozione di ulteriori forme di supporto alle fasce di popolazione a rischio marginalità.
I capillari interventi delle amministrazioni comunali in ambito sociale devono essere promossi e condivisi il più possibile a livello di area.
Se i risultati del Jobs Act sono ormai sotto gli occhi di tutti, così come quelli dei Super-ammortamenti e dei tagli sull’Ires e sull’Irap, le misure a sostegno del lavoro vanno implementate da politiche attive più efficaci a livello locale.
La legge sul caporalato ha comportato un passo avanti importantissimo nel contrasto a un fenomeno da cui il nostro territorio non è esente e sul quale occorre continuare a vigilare.
L’attenzione per le nuove generazioni, autentica priorità del PD metropolitano, deve tradursi prima di tutto nell’elaborazione di nuove politiche a favore dell’occupazione giovanile.
Allo stesso tempo è necessario analizzare lo stato dei servizi sanitari sui nostri territori, con particolare riguardo per i nuovi bisogni emergenti nella società. Occorre promuovere miglioramenti nelle prestazioni offerte ai cittadini, difendendo il servizio pubblico e favorendone l’integrazione, ove necessario, col privato sociale.

5. Sicurezza e integrazione
La gestione dei flussi migratori, insieme alla minaccia del terrorismo internazionale, è forse la sfida principale che nella nostra epoca coinvolge la politica a tutti i livelli: da quello continentale fino al più piccolo dei Comuni del nostro territorio. Su questi temi – presentati scorrettamente come due facce della stessa medaglia – sentiamo alzarsi anche da noi le voci degli imprenditori della paura, pronti a sfruttare le paure e le insicurezze dei cittadini. L’unica risposta che possiamo dare a questa sfida sta nello scambio tra diritti e legalità, nella combinazione tra sicurezza e integrazione.
Come ha dimostrato concretamente il ministro Minniti, il Partito Democratico può e deve mettere la sicurezza dei cittadini al centro della propria azione di governo. “Sicurezza” è una parola di sinistra, è un bene comune che coinvolge direttamente la vita della gente. La chiave per governare un fenomeno così complesso come le migrazioni continentali sta nell’accoglienza diffusa, da costruire e rendere più efficiente ogni giorno grazie al lavoro in rete dei nostri sindaci.
L’approvazione della legge sullo Ius Soli resta un obiettivo di civiltà che sosterremo fino in fondo, un impegno del tutto complementare ad una rinnovata attenzione per la sicurezza delle nostre città, a partire dalle aree più periferiche.
Il partito metropolitano deve fare la propria parte, favorendo il coordinamento delle politiche per l’integrazione dei migranti, evitando eccessive concentrazioni territoriali e favorendo nuovi progetti di formazione e integrazione – anche lavorativa – sulla base di best practices già emerse nei nostri Comuni. Se da un lato occorrerà mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione degli Enti Locali per garantire il rispetto della legalità, dall’altro continueremo a batterci contro ogni insopportabile manifestazione di intolleranza e di xenofobia.

6. Il PD e la Città metropolitana
Vanno letti positivamente i primi tre anni di lavoro del nuovo Ente Città metropolitana di Firenze. A fronte di un riordino istituzionale molto più complesso di quanto avremmo immaginato e fortemente condizionato dalla sconfitta al referendum del 4 Dicembre, l’impegno dei nostri Amministratori eletti in Consiglio e del Sindaco Nardella ha assicurato interventi importanti e una tenuta del territorio da considerare come una base di partenza in vista delle sfide future.
Occorrerà confrontarsi maggiormente con i nostri consiglieri e rivendicare maggiori competenze e risorse per far essere davvero la Città metropolitana il luogo dello sviluppo e delle opportunità di una Città da un milione di abitanti.
La discussione sui futuri assetti e su una Firenze più grande passeranno inevitabilmente dalla capacità di dar maggiori contenuti e autonomia a quella che era stata la vecchia Provincia e che invece abbiamo contribuito a rendere più snella e più capace di intervenire e pianificare davvero il territorio.

7. Al fianco delle nostre amministrazioni
Il Partito Democratico è di gran lunga la principale forza politica della Città metropolitana di Firenze, guidando la stragrande maggioranza delle amministrazioni comunali che ne fanno parte. Da questo non può che derivare una necessaria sinergia coi sindaci e le giunte del nostro territorio, che si dovrà concretizzare in un lavoro quotidiano di confronto e di stimolo.
Pur consapevoli del ruolo spettante ai partiti a seguito dell’introduzione dell’elezione diretta del Sindaco, e anzi proprio alla luce di ciò, crediamo si possa – e si debba – ricercare di volta in volta un giusto equilibrio tra amministratori, segretari e circoli. Chi ha avuto responsabilità di governo locale sa che a volte occorre assumersi in prima persona tutte le responsabilità di una scelta politica, mancando il tempo per una piena condivisione col partito. Allo stesso tempo, l’esperienza da segretario del PD Mugello mi ha insegnato che senza una cabina di regia politica al nostro fianco, molte dinamiche amministrative avrebbero viaggiato assai più lentamente.
Per questo motivo, il Partito Democratico metropolitano si porrà volentieri al fianco di quei circoli che vorranno costruire, o ricostruire, una propria organizzazione di zona. Allo stesso modo, là dove è presente un “terreno fertile” in questo senso, ci porremo a supporto delle amministrazioni comunali che si vorranno impegnare in percorsi di fusione. A livello locale, il partito dovrà infine ragionare entro i confini di un orizzonte aperto, portando avanti esperienze e collaborazioni che si sono dimostrate vincenti nei singoli territori.
Fare politica, a qualsiasi livello, significa prima di tutto mettersi a disposizione degli altri. Quando mi è stato chiesto di candidarmi al ruolo di segretario metropolitano del Partito Democratico, ho fatto questo: mi sono messo a disposizione di un progetto nel quale credo profondamente fin dalla sua fondazione e per il quale mi sono impegnato in questi anni, negli organi di partito e nell’amministrazione.
Con la stessa disponibilità il Partito metropolitano di Firenze si porrà all’ascolto dei tanti e straordinari territori che lo compongono e lo arricchiscono, per costruire insieme il programma di lavoro già a partire dalla prima assemblea.

 

IL PROGRAMMA DEL SEGRETARIO FRANCESCO PIGNOTTI

LA SFIDA DEL PARTITO DEMOCRATICO A 10 ANNI DALLA SUA NASCITA
Mai come oggi la politica si trova ad affrontare sfide estremamente difficili, che derivano da un sempre maggior livello di complessità della società globalizzata in cui viviamo. I rapidissimi mutamenti che attraversano le nostre società si ripercuotono sul singolo cittadino, determinando un sentimento di insicurezza e precarietà e generando un senso di sfiducia verso la politica, verso i suoi protagonisti e verso le stesse istituzioni della democrazia rappresentativa, considerate sempre più come incapaci di affrontare le sfide e risolvere i problemi. In questo scenario, complice anche l’utilizzo spregiudicato di internet e dei nuovi mass media, forze populiste propagandano un senso di paura e di insicurezza verso il futuro, a cui contrappongono un pericoloso ritorno al passato.
E’ nostro compito rispondere a queste spinte demagogiche e populiste con una strategia ed una proposta politica all’altezza delle sfide del nostro tempo, in grado di immaginare il futuro e di non rinchiudersi nel passato. La sfida del Partito Democratico è quella di rispondere alla paura con la speranza, alla disinformazione e alle “fake news” con l’approfondimento e l’elaborazione strategica di soluzioni innovative, al dilettantismo e all’improvvisazione con la competenza. A 10 anni esatti dalla sua nascita, il PD deve essere lo strumento per progettare insieme il nostro futuro.
Il Partito Democratico deve farsi promotore di un’idea di società che faccia perno sulla libertà e i diritti dell’individuo così come su una sempre maggior uguaglianza delle opportunità tra cittadini; sul lavoro – e non sul sussidio – come strumento di realizzazione della persona; su un’Europa non solamente economica – ma soprattutto politica e sociale – come sua casa naturale; su un modello di accoglienza che garantisca al contempo integrazione e sicurezza; su una politica dell’ambiente e del territorio che è sempre più una priorità; su educazione, sociale e sanità come pilastri fondamentali della nostra società; sull’innovazione e sul digitale come straordinarie opportunità per il futuro. Negli ultimi anni al governo del nostro Paese abbiamo portato a termine riforme coraggiose in tutti questi ambiti. Abbiamo fatto tanto, ma tanto c’è ancora da fare.
E’ per questo che oggi ci serve un partito vivo, organizzato, aperto ed attrattivo a tutti i livelli, a cominciare da quelli più vicini al cittadino, il livello dei circoli e delle unioni comunali. La sfida che la nostra comunità – il Partito Democratico di Bagno a Ripoli – ha di fronte è proprio quella di immaginare soluzioni innovative che considerino il “locale” da una parte e il “globale” dall’altra come un’unica dimensione all’interno della quale il cittadino si trova a vivere la propria vita, e dunque nella quale dover agire. Dobbiamo imparare a pensare globale ed agire locale, a considerare queste due dimensioni come facce della stessa medaglia.

IL PARTITO DEMOCRATICO DI BAGNO A RIPOLI
Il Partito Democratico di Bagno a Ripoli ha dimostrato negli ultimi anni un ottimo stato di salute ed una grande vitalità, riconfermando anno dopo anno il numero dei propri iscritti, avvicinandone di nuovi e presentandosi agli appuntamenti elettorali sia sul piano nazionale sia su quello locale in modo puntuale ed autorevole. I risultati sono stati di volta in volta alcuni tra i migliori d’Italia, e ciò grazie alle energie sprigionate da un nutrito e coeso gruppo di persone da cui dobbiamo assolutamente ripartire.
Il periodo che si apre davanti a noi sarà caratterizzato da appuntamenti importanti, tanto a livello locale quanto a livello nazionale. Dobbiamo utilizzare questo Congresso come un momento di ascolto, di confronto, di elaborazione progettuale e di forte ripartenza. Per lavorare in modo strategico e vincere le prossime cruciali sfide è necessario un partito organizzato e presente nella società, un preciso metodo di lavoro ed un coordinamento tra tutte le componenti della nostra organizzazione. Alla guida del Pd Bagno a Ripoli si candidano a tutti i livelli giovani under 30, un fatto straordinario che segnala la vitalità del nostro partito, ma sarà altresì imprescindibile il contributo di chi ha alle spalle una storia di lunga militanza e che ha con coraggio deciso di scommettere sul futuro. Un elemento fondamentale sarà dunque l’unità – politica ed intergenerazionale – del nostro partito, che ci impegneremo a perseguire e rafforzare.
L’idea di PD che ci impegniamo a realizzare è inoltre quella di un partito aperto, inclusivo, in grado di “stare in piazza” e vivere nella società, forte delle proprie idee e dei propri valori ma pronto alla contaminazione di idee, al confronto e all’ascolto, al coinvolgimento sempre maggiore delle giovani generazioni, da formare come futura classe dirigente.
A livello locale, dovremo lavorare ad una strategia e ad un programma per la “Bagno a Ripoli” di domani, con un lavoro di confronto ed approfondimento nei circoli delle principali partite strategiche che stanno interessando e interesseranno il nostro territorio comunale. Il rapporto con l’amministrazione comunale dovrà essere costante, di sostegno, di supporto, di proposta e di stimolo; dovremo, ciascuno nella propria autonomia, marciare uniti verso l’obiettivo comune: un futuro di Bagno a Ripoli che sia all’altezza della sua comunità.
Dovremo perciò recuperare un rapporto privilegiato con tutte le realtà (associative, di volontariato, etc.) operanti sul nostro territorio: se è vero che queste realtà sono a-partitiche, non possono affatto dirsi a-politiche, in quanto assolvono ad un compito eminentemente politico, quello di dar forma alla vita della propria comunità. Dovremo dunque lavorare a forme di coinvolgimento, ascolto e collaborazione, mettendoci a disposizione come uno strumento in grado di aggregare domande e bisogni e tradurli in proposta politica con cui supportare il lavoro dell’amministrazione.

ORGANIZZAZIONE, COORDINAMENTO E COMUNICAZIONE
In concreto, a livello organizzativo l’Unione Comunale del Partito Democratico di Bagno a Ripoli sarà guidata da una squadra di persone a cui verranno affidate precise deleghe; fondamentale sarà l’opera dei segretari di circolo, con i quali dovremo lavorare in modo costantemente coordinato, sia per il lavoro di elaborazione politica su temi globali e nazionali sia per il lavoro sulle specifiche questioni locali. Metteremo in piedi strumenti permanenti di raccordo con l’amministrazione comunale e di dialogo con le realtà associative. L’organizzazione della Festa de l’Unità dovrà cominciare sin da a settembre e dovrà rappresentare il momento culminante dell’attività di un anno di lavoro.
La comunicazione, infine, dovrà rivestire un ruolo assolutamente determinante. Tutto ciò che faremo dovrà essere comunicato in maniera costante, capillare, efficace. Rafforzeremo il rapporto con gli iscritti attraverso una comunicazione interna più funzionale e comunicheremo all’esterno attraverso strumenti online (sito internet e newsletter) e social (i principali social network). Dovremo inoltre riaffermare la nostra presenza anche sui mezzi di comunicazione tradizionale attraverso tempestive prese di posizione sulle questioni (globali, nazionali e locali) di volta in volta in campo.